Archivio per febbraio 2010

Quando è vero bisogna ammetterlo…

Vista la candidatura di Nicole Minetti mi devo ricredere e devo ammettere che Tremonti diceva la verità!

La percentuale di figa è salita dal 4% al 7,8%! ed è solo merito del PDL!!

Non si scherza con i dati… in video veritas!

L’angelo che non ti aspetti

Bertolaso: ” Se arriva un terremoto chi spala? Bersani?”

Bersani: ” A Bertolaso consiglierei  un pò di umiltà meno arroganza e di volare basso, perchè con me casca male”

e posta su Flickr le sue foto risalenti al ’66 di quando spalava fango a Firenze…

Tra tutti i parlamentari ha beccato forse l’unico angelo del fango

Minchia se sei sfigato…

Il Parlamento non è un covo di drogati… volontari

Al link seguente si possono trovare dei numeri relativi al test antidroga svolto dai nostri parlamentari.
Il test era in forma anonima, ma soprattutto, su base volontaria. Con queste premesse hanno aderito all’iniziativa ben 232 parlamentari su circa 1000 (credo che il numero esatto sia 945).
Quindi su un totale di 1000 solo 1 parlamentare su 4 ha deciso di sottoporsi al test antidroga, circa il 25% del totale!
Questo implica che sui rimaneti 3/4, poco più di 700 persone, non possiamo trarre nessuna conclusione.

E’ stato beccato un caso di positività, conclusione? Era così sfatto che si è scordato di essersi fumato o tirato qualcosa, non vedo altra possibile o plausibile conclusione.
Ai calciatori fanno test a sorteggio, i controlli in strada li fanno a caso, e se ti beccano con una birra in corpo ti levano la patente.
Se mai mi contattassero i carabinieri, andrei mai VOLONTARIAMENTE ubriaco per sottopormi al test del palloncino?

Quindi, Caro On. Giovanardi, l’unica conclusione che io ritengo lei possa trarre è nel titolo:

Il Parlamento non è un covo di drogati… volontari

Chi controlla il controllore?

Leggo oggi sul Corriere un terrificante allarme sollevato dalla corte dei conti.
Le denunce per corruzione sono aumentate del 229%! Una cifra allarmante che mostra un degrado del nostro paese che sfugge al normale controllo dello stato stesso e che indica in maniera inequivocabile una commistione tra corrotti, controllori e governanti; queste tre categorie ormai possono essere considerate in maniera univoca, quasi dei sinonimi.
Su Repubblica leggo le cifre record per la gestione, gli affitti della Camera, i corsi di lingua, gli incarichi ai parenti, agli amici degli amici.
Mi chiedo se esista qualcuno che faccia il politico solo per il bene del paese, qualcuno che non abbia come unico scopo e interesse quello di rendere sempre più gonfio e consistente il proprio conto in banca. Mi chiedo anche se esista una destra, una sinistra, un centro o se non siano tutti della stessa pasta, tutti uguali, tutti dei mistificatori della realtà, cercatori di consensi elettorali.
Un paese normale dovrebbe reagire, manifestare il dissenso, contestare le decisioni assurde.
Ma ormai il sentimento dominante che vedo in questo paese è un altro, la rassegnazione. La convinzione che si possa cambiar tutto per non cambiare niente.
Ma per fortuna adesso è ritornata la “cempions lig”.

Mangiari… sulla buona strada

Premessa necessaria: sono ancora estasiato dal pranzo e dal chianti, quindi non sono certo della correttezza delle informazioni di seguito riportate.

Oggi ore 12.30 propongo di andare a pranzo a “mangiari di strada“, avevo visto la pubblicità di questo posto, ed era rimasto lì, latente in background nel mio cervello. Non avevo voglia di andare a mangiare nei soliti posti e per fortuna Andrea era d’accordo.

Entriamo e il posto ci piace subito. Leggiamo il menù e il dubbio ci assale. Iniziamo dolcemente, un panino col lampredotto, un panino con la curatella, una mozzarella in carrozza ed una bruschetta con ricotta e olive taggiasche. Ero dubbioso, perché  difficilemnte mi piace la ricotta, ma ho voluto provare.
La ricotta era effettivamente fresca, buona e perfettamente abbinata con le olive taggiasche, avevo difficoltà a parlare, non riuscivo a toglierla dalla bocca. Il Panino col lampredotto era un orgasmo culinario, la carne era morbidissima e saporita, non parliamo poi del panino con la curatella, fresco e delicato, anche grazie all’aggiunta di una scorzetta di limone grattuggiata, ho ancora la bava alla bocca! Prendiamo anche una mozzarella in carrozza, fatta sul momento, panatura perfetta e frittura che non risultava pesante al palato! Il tutto abbinato con un buon bicchiere di chianti. Ma non eravamo ancora soddisfatti! Decidiamo allora di proseguire, prendiamo una seconda bruschetta di ricotta e olive, anche solo per tenere a mente il sapore, e poi una bella insalata di arance. Il commento dell’oste è stato ” guardate che va sommersa di olio d’oliva!”, io pensavo “ma che me lo dici a fare”, lo sapevo già. Anche questa meritava la nostra attenzione, era composta di arance, capperi, puntarelle di catalogna, uvetta e cipolla cruda finemente affettata! Una delizia! Abbiamo dovuto aggiungere altri due bicchieri di chianti.. non aggiungo altro, hic! hic!

Che confusione, sarà perchè tiriamo (le arance)

Il weekend appena passato è stato meraviglioso. Ho partecipato per la seconda volta al Carnevale di Ivrea: unico!
Ma procediamo con ordine partendo dal sabato. Aspettavo  un mio cugino e la sua dolce metà, protagonisti come me del weekend.  Li stavo aspettando per pranzo e arrivano alle 4, niente di impegnativo:  solo un buon salamino, due burrate, uno stufatino di cavallo e una torta salata con spinaci scamorza e grana.
Dopo pranzo (che poi erano le 17) ci rilassiamo un attimo e senza neanche rendercene conto, tra una chiacchiera e i caffè, si fanno le 19.30, tardissimo! Ci mettiamo in macchina destinazione Ivrea, dove arriviamo alle 21. Giusto il tempo di lasciare le borse in hotel e usciamo subito. La festa era già iniziata, sfilata carnavalesca ed una città in festa, in attesa dei “fuochi di luce”, prima di dare inizio alle danze. Prendiamo una bella frittella di nutella e qualche caldo, quanto necessario, bicchiere di vin bruleé. Poi il freddo ci stende e decidiamo di rientrare.
Il giorno dopo inizia presto, alle 9.30 siamo già in giro per la città. Ci sono poche persone, niente farebbe pensare alla marea umana col berretto frigio che ci sarebbe stata di lì a poco. Andiamo a prendere alle 10 i fagioli, alla “fagiolata benefica del Castellazzo” di cui avevo un ricordo particolare. Buonissimi, con i pezzi di lardo, accompagnati da un buon bicchiere di vino di casa, ma di qualità! Dopo questa seconda colazione iniziamo a girare per le vie di Ivrea, guardando le piazze che sarebbero state poi luogo di battaglia. Andiamo nella piazza del Borghetto, in piazza Fregiglia, in piazza Ottinetti e in piazza di città. Poi andiamo sul Lungo Dora dove ci imbattiamo in una degustazione di formaggi e polenta. Ma ormai era l’ora, quasi le due, la battaglia stava per iniziare. Andiamo in piazza Ottinetti e aspettiamo. Mi guardo attorno e vedo negli occhi dei miei due “ospiti” sentimenti contrastanti, paura, curiosità, gioia, euforia, stupore, timore, dubbio: “ci mettiamo dietro le reti di protezione?”, “Stanno iniziando, dovremmo spostarci?”, ma io non volevo, devi vivere la battaglia da dentro la piazza, sentire le arance , schivarle e beccarne qualcuna addosso, o potresti non cogliere l’essenza di questo carnevale: li convinco a restare. Alle 14.30 inizia la battaglia, sorriso euforico sul volto dei miei “ospiti” e per me potrebbe anche bastare. Ci vediamo la battaglia e ogni tanto tiriamo qualche arancia tra quelle  che ci colpiscono. Decidiamo di spostarci in piazza di città, la studiamo, cerchiamo di capire il giro che fanno i cavalli per scegliere un bel posto, ma non c’è tempo: quando arriva il carro partono i bombardamenti e noi ci siamo quasi sotto! Un turista accanto a me, laconico, commenta: ” qui siamo fottuti!!”.Vedo il respiro dei lanciatori, sento le arance in aria, ma anche sulle gambe e sulla schiena, e mi improvviso pulitzer fotografico facendo fotografie alla cieca, a rischio e pericolo della mia macchina!! Finito il lancio i tiratori si tolgono l’elmetto protettivo e si salutano con quelli di terra facendosi i complimenti reciproci. Noi ci guardiamo stupiti per il gesto, pensando di essere dei sopravvissuti!

Andiamo poi al borghetto, la piazza che avevo lasciato volutamente per ultima. Questa piazza per la conformazione e per le dimensioni (è la più piccola) è forse quella dove avverti maggiormente il senso di questo pazzo carnevale. Era la piazza con il maggior numero di arance a terra, mi arrivavano alle caviglie, era pericoloso camminare, figuriamoci spostarsi da un punto all’altro, ma puoi evitare di fare il tuo dovere nella piazza più bella? Il carnevale di Ivrea è così, gioisci quando passa la Mugnaia, consideri dei pazzi i tiratori a piedi, dei fulminati i tiratori sul carro, ridi per la battaglia, hai timore della battaglia, ti chiedi come possano farsi del male per un carnevale, ma ti spiace di non poter partecipare attivamente.

L’anno prossimo saremo ufficialmente dei tuchini del borghetto.

Una cena improvvisata

Sabato, giornata di riposo dopo una settimana pesante. Non hai voglia di fare niente, solo un pò di sano relax, poi senti qualche amico, ipotesi aperitivo in centro, ma anche di questo non hai voglia, devi uscire, prendere freddo, cercare posteggio in centro, il sabato… no, no, da pazzi!! Allora proponi:” ma volete fare una cena a casa nostra? è tutto pronto non dovete portare niente”. “ma sì, dai, perchè no?”,  “sì, preferisco la cena anche io”, “sì, guarda, facciamo un salto all’Ikea e poi veniamo”, ” sì, va bene, porto un vinello buono, va bene rosso?” e diventiamo 8!
Mi devo svegliare, attivare il cervello. Scappo al mercato e compro 3 burrate, almeno l’antipasto evitiamo di prepararlo. Poi via al centro commerciale, a comprare un cappotto che avevo puntato ed era l’unica cosa che volevo fare sabato. Poi Esselunga, dove prendiamo un salamino, della ricotta ( di capra e vaccina), poi passiamo al panificio per prendere il pane con le olive e del pane semplice.
Si torna a casa alle 17.30 e si comincia: per prima cosa prepariamo la torta, fondant au chocolat, fa sempre la sua figura ed è semplice da fare. Poi prepariamo i paccheri, tempo di cottura 10 minuti, li tiriamo fuori dopo 6 minuti scarsi, li stendiamo sul tavolo di vetro e li riempiamo con spinaci e ricotta, li adagiamo dolcemente su una teglia e li copriamo con besciamella (ovviamente fatta in casa con latte fresco ed una puntina di noce moscata) e una spolverata di parmigiano. Fatto questo, prepariamo anche una torta salata con crescenza e pomodorini, buona come antipasto per accompagnare il salame e le burrate, assieme a delle olive nere tostate che avevo in frigo.  Concludiamo con le cime di rapa comprate al mercato la mattina, le puliamo, prendiamo solo i cuori e le facciamo ” ‘nfucate ” (parola bellissima che indica sia affogate nell’olio sia infuocate, perchè si mette il peperoncino). E si fanno le 20.30, non male in tre ore!
Alla fine l’unica cosa pronta che abbiamo solo riscaldato erano “le braciole” (involtini di carne al sugo) ma era una sorta di “assaggino”, appena una a testa: non potevamo fare morire di fame gli amici!
Che cosa aggiungere di più? Che abbiamo bevuto un buonissimo negramaro, come prima bottiglia, e un gutturnio del 2001 come seconda, ottimi entrambi.
Poi chiacchiere con gli amici sino alle 2 di notte.

Bellissimo.

Ipocrisia perbenista

Morgan si fa le canne e usa la cocaina!!

Incredibile… non l’avrei mai detto, mai pensato, mai nemmeno lontanamente immaginato!!

Non capisco perchè stupirsi per questa dichiarazione e spiego anche il motivo andando a pescare un vecchio link del corriere dove si possono leggere dei dati interessanti che riassumo:

L’italia è tra i primi 5 paesi in europa per consumo di coca o “neve”.
La percentuale è dello 0,8% della popolazione, quindi quasi uno su cento. Statisticamente se conosci più di cento persone, qualcuno che tira di coca lo conosci anche tu!
Ma questo dato è nazionale, se si va ad esaminare il dettaglio lombardo, che tocca il caro Morgan in prima persone, si nota che il 3,4% delle persone fra i 15 e i 64 consuma cocaina.
Un confronto tra Londra e Milano mostra che Londra ha un consumo di 6,9 dosi ogni mille abitanti contro le 9,1 di Milano.

Lungi da me difendere Morgan buttando questi dati però non credo che la coca in Italia se la faccia solo Morgan.

Inutilità elettorale

La decisione del governo di impugnare le leggi regionali possa rientrare nella definizione di inutilità elettorale.

Molte nazioni europee stanno puntando sulle energie alternative, stanno abbandonando poco per volta il nucleare poco redditizio e con problemi di smaltimento.
L’italia non vuole seguire questo trend.
L’italia si è espressa con un referendum sul nucleare, inutilmente.

Ma l’elettore italiano ed il giudizio espresso con tale referendum contano poco o niente.

L’elettore italiano è solo colui il quale devi infinocchiare, rimbecillire, stordire durante le elezioni, regionali statali o provinciali, per ottenere il suo voto, con promesse inutili che non saranno mai rispettate. Ci siamo ridotti così…

Grazie, grazie a tutta la classe politica.Di qualsiasi variazione cromatica essi siano.


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