Sabato, giornata di riposo dopo una settimana pesante. Non hai voglia di fare niente, solo un pò di sano relax, poi senti qualche amico, ipotesi aperitivo in centro, ma anche di questo non hai voglia, devi uscire, prendere freddo, cercare posteggio in centro, il sabato… no, no, da pazzi!! Allora proponi:” ma volete fare una cena a casa nostra? è tutto pronto non dovete portare niente”. “ma sì, dai, perchè no?”, “sì, preferisco la cena anche io”, “sì, guarda, facciamo un salto all’Ikea e poi veniamo”, ” sì, va bene, porto un vinello buono, va bene rosso?” e diventiamo 8!
Mi devo svegliare, attivare il cervello. Scappo al mercato e compro 3 burrate, almeno l’antipasto evitiamo di prepararlo. Poi via al centro commerciale, a comprare un cappotto che avevo puntato ed era l’unica cosa che volevo fare sabato. Poi Esselunga, dove prendiamo un salamino, della ricotta ( di capra e vaccina), poi passiamo al panificio per prendere il pane con le olive e del pane semplice.
Si torna a casa alle 17.30 e si comincia: per prima cosa prepariamo la torta, fondant au chocolat, fa sempre la sua figura ed è semplice da fare. Poi prepariamo i paccheri, tempo di cottura 10 minuti, li tiriamo fuori dopo 6 minuti scarsi, li stendiamo sul tavolo di vetro e li riempiamo con spinaci e ricotta, li adagiamo dolcemente su una teglia e li copriamo con besciamella (ovviamente fatta in casa con latte fresco ed una puntina di noce moscata) e una spolverata di parmigiano. Fatto questo, prepariamo anche una torta salata con crescenza e pomodorini, buona come antipasto per accompagnare il salame e le burrate, assieme a delle olive nere tostate che avevo in frigo. Concludiamo con le cime di rapa comprate al mercato la mattina, le puliamo, prendiamo solo i cuori e le facciamo ” ‘nfucate ” (parola bellissima che indica sia affogate nell’olio sia infuocate, perchè si mette il peperoncino). E si fanno le 20.30, non male in tre ore!
Alla fine l’unica cosa pronta che abbiamo solo riscaldato erano “le braciole” (involtini di carne al sugo) ma era una sorta di “assaggino”, appena una a testa: non potevamo fare morire di fame gli amici!
Che cosa aggiungere di più? Che abbiamo bevuto un buonissimo negramaro, come prima bottiglia, e un gutturnio del 2001 come seconda, ottimi entrambi.
Poi chiacchiere con gli amici sino alle 2 di notte.
Bellissimo.
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