Bene! Finalmente abbiamo finito questo giro elettorale. Il risultato è stato chiaro. Non è il caso di girare troppo attorno per dire chi ha vinto e chi ha perso, è lampante, sotto gli occhi di tutti.
Ci sono solo due vincitori. La Lega Nord e Nichi Vendola.
Ma partiamo dagli sconfitti. Nel PD, a parte la finestra veltroniana, la componente riformista e innovativa di tale partito non si è mai vista. Non è più riuscito a far breccia nelle persona ed ha resistito solo ed esclusivamente nelle regioni storicamente rosse. Ha smesso di fare politica seriamente, posto che abbia mai iniziato, ed ha perso il contatto con la gente, ed alla fine si sono visti i voti mancanti. Mi auguro anche che si rendano conto che è stata una sconfitta epocale, e che non si illudano di poter dire di essere un partito forte, radicato, perché molti lo hanno votato non per fiducia o per condivisioni ideologiche o di programma, hanno solo scelto il “meno peggio”. L’IDV non ha fatto il salto che speravano; è rimasto un partito con un seguito poco incisivo, a meno di accoppiamenti con il PD, non potrà arrivare ad essere numericamente significativo. Anche il programma incarnato da Di Pietro non sembra convincere più di tanto, è una pura opposizione sgrammaticata contro una singola persona. Discorso analogo anche per Casini&Company, che però sono più duttili, si alleano a destra o a sinistra in base ai propri interessi, ma di questo nessuno si è accorto, o forse nessuno ha voluto porre l’accento su questa flessibilità dimostrata nei fatti. Anche il PDL credo debba essere messo tra gli sconfitti. Risulta decisamente ridimensionato dall’alleato interno, e non sembra essere più in grado di conquistare la leadership di voti, e direi che la mancata elezione di Brunetta a Venezia, dopo il 35% della lega, è un po’ una chiara indicazione di ciò che può accadere. La leadership di Silvio non si discute, è carismatico ed è in grado di attrarre e conquistare consensi, nonostante gli scandali, ma forse inizia a perdere qualche colpo. Credo infatti che adesso dovrà concedere alla lega più di quanto pattuito, ma non sono un indovino, vedremo che cosa succederà. L’ultimo sconfitto è ideologico, il bipolarismo. In Italia non esiste, PD e PDL sono intorno al 26% cada partito, senza alleanze non vanno da nessuna parte!
Ritornando ai vincitori, sembrano due entità politiche totalmente differenti, ed effettivamente da un punto di vista programmatico lo sono anche, ma hanno una caratteristica comune, che si deve riconoscere, sono le uniche due organizzazioni politiche presenti in Italia. Ed è inutile fare conti di voti dicendo abbiamo quasi vinto, abbiamo quasi perso, ci siamo migliorati o minchiate simili. La lega si è sempre più radicata al Nord (il Piemonte è stata una vera conquista!) e sta iniziando a porre le basi per una conquista territoriale anche in altri regioni perché è in grado di parlare con la gente. È in grado di fare politica a basso livello, di radicarsi nella testa, è stata in grado di mantenere le proprie posizioni senza cambiare orientamento a seconda di come tirava il vento. Ha capito che da sola non avrebbe ottenuto ciò che voleva e si è appoggiata al PDL ora e FI prima. Certo ha cavalcato anche qualche filone populista, come la colpevolizzazione dello straniero (cinese o nero di turno) per problemi legati anche al lavoro, alla crisi o “all’episodio del momento”, ma non è certo stata l’unica a farlo! Di sicuro però è quella che lo ha fatto meglio, e si vince anche con questi voti. Devo però dire che l’elezione della trota, a mio giudizio, è una caduta di stile, o meglio… una fotografia dei votanti che lascia poco da commentare, e anche la dimostrazione che si comportano loro stessi come chi hanno criticato per emergere, ma non diciamolo.
Il secondo vincitore è Nichi Vendola. Anche lui è un simbolo e anche lui è uno dei pochi che come la lega è in grado di fare politica reale, di parlare alle persone e dire qualcosa che poi è in grado di concretizzare. Non so quanto sia veramente comunista, secondo me è più una persona che agisce per la comunità, per il benessere di tutti nella sua regione, se questo è essere comunista, lui è stato in grado di adattare il suo modo di pensare al nuovo millennio, di renderlo moderno, di svecchiarlo. Ha ottenuto una seconda vittoria in una regione storicamente blu. Nel 2005 era stata considerata una anomalia, una saltuaria eccezione, ma è stato in grado di ripetersi, e forse è quello che tra i vincitori aveva il compito più difficile. Ma c’è riuscito. Bravo Nichi!
Basta! Avrò anche scritto tante fesserie, castronerie o minchiate che dir si voglia, ma mi sono sfogato!!!!
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