Con colpevole ritardo scrivo ciò che mi è successo il fine settimana scorso, perchè non posso non documentare una scoperta culinaria; devo tuttavia fare una premessa.
Il fine settimana appena passato è stato pieno perchè ci sono venuti a trovare degli amici conosciuti a Parigi 4 anni fa.
Abbiamo quindi organizzato brandine e letti e ci siamo fatti qualche passeggiata milanese. Sabato pomeriggio tuttavia avevamo un appuntamento atteso ed organizzato da mesi al quale non potevo mancare, l’Italia a San Siro con gli All Blacks. La giornata è stata impegnativa ed il mio umore, a causa di malcontenti lavorativi, non era dei migliori, anzi direi proprio che era decisamente scontroso. Volevamo concludere la giornata con una cena e proviamo a prenotare in un locale (che non citerò perchè non lo abbiamo provato) ma il preavviso nullo ci ha fatto trovare tutto pieno. Affrontiamo l’indecisione e rimangono due opzioni: una bella osteria che conosco, ed un locale sui navigli, che doveva essere cucina tipica milanese, trovato sul web. Io ero per la prima opzione, perchè non avevo voglia di sperimentare a causa del mio umore, mentre la mia dolce metà era del parere opposto. Ovviamente abbiamo sperimentato e siamo andati al “Pont De Ferr” (votazione democratica, ma il suo voto vale doppio
).
Arriviamo in ripa di porta di ticinese (dopo aver penato 1h per il posteggio) con il mio umore sempre più nero; i miei pregiudizi nei confronti del locale crescevano ad un ritmo esponenziale, non avevo voglia. Leggo il menù esposto fuori e noto i prezzi, alti, anzi decisamente alti. Sempre più nero. Comunque arrivano tutti e ci sediamo. Ordiniamo i menù e scopro che li hanno anche in inglese, particolare da non sottovalutare, la mia opinione inizia a cambiare.
Eravamo in 8, e prendiamo differenti piatti (il che mi permetterà di assaggiare tante cose).
Ordiniamo i vari piatti e ci portano un antipasto a sorpresa: “Creme brulée di fois gras e fichi”, delicato e raffinato abbinamento, molto gradevole; con l’antipasto arriva il pane, o meglio i “pani”. Tutti artigianali e di tipologie differenti, con diverse farine, ai cereali, integrale, al latte, e dei grissini di farina di carrubba, ci sorseggiamo anche il vino, un gewurztraminer, buono ma costoso (30 euro).
Arrivano i piatti. Io ho preso la “Cipolla di tropea carammelata con caprino”, un antipasto. Quando arriva mi studio il piatto, la cipolla è “finta”, nel senso che c’è una struttura carammellata a forma di cipolla, dolcemente appoggiata su qualosa sbriciolato scuro che sembra terra. La presentazione è eccellente (non può dirsi lo stesso del quantitativo). Rimango un pò in contemplazione, e poi decido di assaggiarla. Solo con la forchetta in mano mi accorgo della crosta caramellata, la spacco ed esce un misto di cipolla e caprino deliziso, direi proprio un signor piatto. Arriva anche un “Cous cous di cocco con frutti di mare e frutta”, buono, il cuos cuos non c’era, era finto fatto col cocco, ed il piatto risultava piacevole e fresco. Qualcuno azzarda un “Fois Gras con le crema di fichi e pompelmo”. Il Fois Gras era buono, leggermente inpanato ed appena scottato e l’abbinamento con la crema di fichi era indovinato, cosa che non mi sento di dire con la crema di pompelmo, un abbinamento azzardato, non l’ho gradito. Arrivano anche gli “Gnocchi con zucchine e gamberi”, il mio secondo piatto. Il piatto si presenta bene, e mi sorprende anche al palato. Gli gnocchi non sono i soliti gnocchi, sembrano più dei cappelletti chiusi con un cuore di formaggio, le mini-zucchine grigliate ed arrotolate ed i gamberi sono di controno, non amalgamati, il piatto comunque è buono e non di semplice fattura. Altro piatto gradito sono stati i “Ravioli Affumicati con broccoli”, anche questi ripieni con del formaggio. Arriva anche il “Baccalà con i ceci”, buono il baccalà, l’abbinamento con i ceci, peccato solo che i ceci erano un pò crudi e risultavano duretti.
In conclusione la cucina non era proprio milanese, la potrei definire decisamente creativa. Alcuni abbinamenti possono risultare azzardati e non piacere, noi abbiamo preso solo due portate a testa (nessuno ha preso antipasto primo e secondo) e nessuno ha preso il dolce ed abbiamo pagato 35 euro a testa, non poco; inoltre viste le porzioni non è certo un posto dove andare a mangiare se si è affamati! Tuttavia i piatti proposti sono difficili da replicare a casa, ricercati, e non sono piatti che si mangiano tutti i giorni o frequenti nei ristoranti, quindi il prezzo lo ritengo proporzionale al livello di complessità dei piatti presentati. Poi il servizio non è male, sono tutti simpatici e ben disposti, che non guasta mai.
Ovviamente i giudizi espressi sono a carattere strettamente personale, e mi scuso di non ricordare l’esatto “titolo” dei piatti.
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