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Hai deciso cosa fare da grande?

Dopo un weekend tormentato, a causa di una bella intossicazione alimentare, ieri decido di uscire. Non mi interessava se non stavo ancora bene, o almeno non del tutto. Esco per un aperitivo con Wolf! Un mio caro amico, non lo vedevo da anni, non so bene quanti, ma almeno un paio, almeno!. L’appuntamento era alle 18.30 alle colonne, ma Wolf arriva in ritardo, ma neanche di ciò mi importava.  Mi metto le cuffie e mi sento un pò di musica. Mi sono rilassato, non lo facevo da tanto tempo, prendermi una bella mezz’ora di relax per sentirmi la musica, sono soddisfazioni anche queste!
Alla fine Wolf arriva accompagnato da una ragazza con un bellissimo bimbo di 5mesi  che ha animato, in maniera inaspettatamente discreta, la serata. Come lo ha fatto? Solo con i sorrisi, qualche lamento, ma veramente pochi, e con i la ricerca dei movimenti, con l’affanno e la fatica per afferrare un pezzo di carta, con gesti semplici insomma, ma naturali, e ti fanno rendere conto del valore della semplicità.
Parliamo un pò di tutto, anche perchè eravamo in  arretrato e tocchiamo vari argomenti. Parliamo di quello che abbiamo fatto negli anni appena passati e dei progetti per il futuro, sempre incerti ovviamente.

Parlo del mio progetto per i prossimi due anni e dei miei dubbi sulla mia attuale occupazione, parliamo della politica, del degrado italiano e della rassegnazione ormai non più latente in molti italiani. Wolf mi parla un pò della sua esperienza australiana, dell’idea che gli australiani hanno dell’italiano medio, del fare “truffaldino” dell’italiano, anche all’estero, dell’idea di furbizia che danno gli italiani, ovvero la ricerca con astuzia di una via alternativa per aggirare un qualsiasi ostacolo o blocco, legalmente o no, almeno così ci vedono. Ma tra le tanti frasi fatte o più o meno note, una in particolare mi ha lasciato un segno, perchè è evoluta, mutata.
Mi ha detto:” Sai Roby, esiste ancora tra gli stranieri, e non solo in Australia, la frase tipica che ti dicono appena capiscono che sei italiano, ossia: ‘ Ahhh Italiani?!?! Pizza, Mandolino, Mafia e Berlusconi’; già sul fatto di associare Mafia e Berlusconi, ti fa capire l’idea che hanno con tale associazione”
Qui io ovviamente non potevo che annuire, tristemente, ma ha continuato.
“Sai, la cosa strana però che ho notato è che dopo le risate e le pacche amichevoli per l’affermazione, smettono di ridere, ti guardano seriamente in viso e ti dicono ‘ Ma come fate??’ e li smetti di ridere pure tu”.
Anche qui, ho dovuto dargli ragione, ma come facciamo? Me lo sono chiesto anche io, tante volte.

Alla fine della serata, che entrambi avremmo con piacere prolungato, sono arrivato ad una conclusione meditativa:

Wolf non sa bene cosa fare da grande, ma crede che io sappia cosa voglio fare,  ma neanche io sono del tutto certo di saperlo per me! E’ proprio necessario prendere una decisione?

MotoBefana 2010

Stamattina ho deciso di partecipare a un evento benefico che si è rivelato anche piacevole.
Lasciate le vesti di automobilista, ho indossato i vecchi panni da motociclista la MotoBefana benefica 2010 di Milano.

Ho scoperto solo ieri che si tratta di uno dei raduni motociclistici più numerosi e variegati (per tipologie di moto presenti) che si svolgono in Italia. Il punto di ritrovo era nientepopodimenoche piazza Duomo. Arrivati lì alle 9.15, mi accorgo che la piazza era gremita di gente ma soprattutto di moto. Dopo aver dato una sbirciatina a qualche esemplare inusuale, vado a prendere due calze benefiche e la medaglietta di partecipazione, fondamentale, e poi un bel bicchiere di vin brulé, necessario per riscaldarci un pò.

Verso le 10 arriva la benedizione del vescovo di Milano ed il ringraziamento per la partecipazione. Poi qualcuno un pò polemicamente lamenta l’assenza di televisioni e/o giornali, un commento che, a dire la verità, un pò mi ha lasciato perplesso, perchè ho avuto l’impressione che si volesse collegare l’importanza dell’evento con la presenza dei media:non vedo la necessità di misurare l’importanza di un evento dalla partecipazione della TV. Per carità, un pò di pubblicità non guasta, ma ciò che conta è la partecipazione del pubblico, che è stata comunque molto ampia, e la raccolta di doni e di offerte.
Dopo la benedizione  ci mettiamo in moto e il corteo inizia la sua lenta processione verso il Don Orione, conosciuto anche come Piccolo Cottolegno Milanese Don Orione, un istituto di carità vicino a Bande Nere. Grazie alla collaborazione dei vigili urbani piazzati ad ogni semaforo si infrange qualche regole del codice della strada, si passa col rosso, si accelera all’impazzata, alcuni fanno burnout, si suona il clacson: ma tutti i motociclisti sembrano essere “felici”. Può sembrare una fesseria, ma vedi diverse tipologie di amatori delle due ruote, da quello con la tuta da corsa e la moto da strada, allo scooterista con la copertina della tucano, quello con la moto d’epoca, il pazzo con fifty top, quello che partecipa con il mitico “ciao”,  quelli con la vespa, io con la mia Bonneville, i Guzzisti, gli Harleysti, i BMWisti, tutti con un concetto di moto differente, e per una volta tutti contenti insieme:si salutano le persone ai margini della strada, i bambini ti sorridono, vedi gli automobilisti, alcuni incazzatelli, bloccati ai semafori scendono dalle macchine per guardare la sfilata… è stato emozionante.
Verso le 10.30 arriviamo al Don Orione dove ci aspetta un tè caldo, ma la sosta in realtà è stata relativamente breve perchè siamo ripartiti quasi subito per Cesano Boscone per andare alla Sacra Famiglia, tappa conclusiva della manifestazione. Questo istituto è una ONLUS che garantisce cure a malati con disabilità cognitive e/o motorie. Prima di andare al ritrovo finale ho dato la mia calza della befana a uno dei pazienti e il suo sguardo per un attimo mi ha fatto passare il freddo.

Ho goduto come una lumaca

Bella serata questo sabato 12/12, chiacchiere e birra in un locale sentendo musica.

Ma procedo con ordine, questa sera decidiamo di andare a sentire un gruppo di fulminati simpatici che avevamo sentito suonare per caso all’assemblea dei soci Slow Food, “i Fatti così“. Un gruppo di 4 ragazzi  che fanno una buona musica, orecchiabile, ironica e con buoneabilità canore, o meglio per quel poco che capisco credo siano proprio bravi.Mi ha fatto piacere risentirli e scoprire che si ricordavano di me.

Il locale era la Budineria a Milano, in via della chiesa rossa: pub irlandese con una buona guinnes, da non sottovalutare!, perchè spesso ho bevuto Guinnes non degne di questo nome, e dopo un mese di Dublino, con litri e litri di birra nel mio cv, penso di poterne valutarne la qualità. Comunque la serata passata con due cari amici è trascorsa serenamente e pacatamente, le 3 Guinness hanno aiutato e quei 4 fulminati hanno fatto scorrere l’orologio a mia insaputa fino alle 2, quindi grazie ai fulminati e
in Bocca al lupo!

Sabato mangiando se ne va

Con colpevole ritardo scrivo ciò che mi è successo il fine settimana scorso, perchè non posso non documentare una scoperta culinaria; devo tuttavia fare una premessa.
Il fine settimana appena passato è stato pieno perchè ci sono venuti a trovare degli amici conosciuti a Parigi 4 anni fa.

Abbiamo quindi organizzato brandine e letti e ci siamo fatti qualche passeggiata milanese. Sabato pomeriggio tuttavia avevamo un appuntamento atteso ed organizzato da mesi al quale non potevo mancare, l’Italia a San Siro con gli All Blacks. La giornata è stata impegnativa ed il mio umore, a causa di malcontenti lavorativi, non era dei migliori, anzi direi proprio che era decisamente scontroso. Volevamo concludere la giornata con una cena e proviamo a prenotare in un locale (che non citerò perchè non lo abbiamo provato) ma il preavviso nullo ci ha fatto trovare tutto pieno. Affrontiamo l’indecisione e rimangono due opzioni: una bella osteria che conosco, ed un locale sui navigli, che doveva essere cucina tipica milanese, trovato sul web. Io ero per la prima opzione, perchè non avevo voglia di sperimentare a causa del mio umore, mentre la mia dolce metà era del parere opposto. Ovviamente abbiamo sperimentato e siamo andati al “Pont De Ferr” (votazione democratica, ma il suo voto vale doppio :) ).

Arriviamo in ripa di porta di ticinese (dopo aver penato 1h per il posteggio) con il mio umore sempre più nero; i miei pregiudizi nei confronti del locale crescevano ad un ritmo esponenziale, non avevo voglia. Leggo il menù esposto fuori e noto i prezzi, alti, anzi decisamente alti. Sempre più nero. Comunque arrivano tutti e ci sediamo. Ordiniamo i menù e scopro che li hanno anche in inglese, particolare da non sottovalutare, la mia opinione inizia a cambiare.

Eravamo in 8, e prendiamo differenti piatti (il che mi permetterà di assaggiare tante cose).

Ordiniamo i vari piatti e ci portano un antipasto a sorpresa: “Creme brulée di fois gras e fichi”, delicato e raffinato abbinamento, molto gradevole; con l’antipasto arriva il pane, o meglio i “pani”. Tutti artigianali e di tipologie differenti, con diverse farine, ai cereali, integrale, al latte, e dei grissini di farina di carrubba, ci sorseggiamo anche il vino, un gewurztraminer, buono ma costoso (30 euro).

Arrivano i piatti. Io ho preso la “Cipolla di tropea carammelata con caprino”, un antipasto. Quando arriva mi studio il piatto, la cipolla è “finta”, nel senso che c’è una struttura carammellata a forma di cipolla, dolcemente appoggiata su qualosa sbriciolato scuro che sembra terra. La presentazione è eccellente (non può dirsi lo stesso del quantitativo). Rimango un pò in contemplazione, e poi decido di assaggiarla. Solo con la forchetta in mano mi accorgo della crosta caramellata, la spacco ed esce un misto di cipolla e caprino deliziso, direi proprio un signor piatto. Arriva anche un “Cous cous di cocco con frutti di mare e frutta”, buono, il cuos cuos non c’era, era finto  fatto col cocco, ed il piatto risultava piacevole e fresco. Qualcuno azzarda un “Fois Gras con le crema di fichi e pompelmo”. Il Fois Gras era buono, leggermente inpanato ed appena scottato e l’abbinamento con la crema di fichi era indovinato, cosa che non mi sento di dire con la crema di pompelmo, un abbinamento azzardato, non l’ho  gradito. Arrivano anche gli “Gnocchi con zucchine e gamberi”, il mio secondo piatto. Il piatto si presenta bene, e mi sorprende anche al palato. Gli gnocchi non sono i soliti gnocchi, sembrano più dei cappelletti chiusi con un cuore di formaggio, le mini-zucchine grigliate ed arrotolate ed i gamberi sono di controno, non amalgamati, il piatto comunque è buono e non di semplice fattura. Altro piatto gradito sono stati i “Ravioli Affumicati con broccoli”, anche questi ripieni con del formaggio. Arriva anche il “Baccalà con i ceci”, buono il baccalà, l’abbinamento con i ceci, peccato solo che i ceci erano un pò crudi e risultavano duretti.

In conclusione la cucina non era proprio milanese, la potrei definire decisamente creativa. Alcuni abbinamenti possono risultare azzardati e non piacere, noi abbiamo preso solo due portate a testa (nessuno ha preso antipasto primo e secondo) e nessuno ha preso il dolce ed abbiamo pagato 35 euro a testa, non poco; inoltre viste le porzioni non è certo un posto dove andare a mangiare se si è affamati! Tuttavia i piatti proposti sono difficili da replicare a casa, ricercati, e non sono piatti che si mangiano tutti i giorni o frequenti nei ristoranti, quindi il prezzo lo ritengo proporzionale al livello di complessità dei piatti presentati. Poi il servizio non è male, sono tutti simpatici e ben disposti, che non guasta mai.

Ovviamente i giudizi espressi sono a carattere strettamente personale, e mi scuso di non ricordare l’esatto “titolo” dei piatti.


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