L’Italia si ferma! O almeno una parte dell’Italia messa in ginocchio da temperature polari, saltano gli aerei, gli aereoporti chiudono, ritardano i treni, sempre che riescano a partire, (chissà come fanno i finlandesi, avranno treni speciali?), si annullano e si spostano a data da destinarsi le partite di calcio, che in questo paese è sintomo di gravità assoluta, fermare il Dio Calcio può avere conseguenze nefaste. Cosa c’entro io in tutto questo? Semplicemente ero uno dei pazzi viaggiatori in macchina! Sono partito da Milano sabato 19 dopo le nevicate del venerdì, con comodo a dir la verità verso le 12 perchè la destinazione non era troppo lontana, la Puglia (Margherita di Savoia) distava solo 800km. 
Comunque il viaggio è andato bene, le autostrade hanno retto, ho solo fatto un pò di coda perchè all’altezza di Bologna si era intraversato un Tir. Ovviamente non hanno pensato che lo snodo A1-A14 fosse importante, non era tanto sgombro dalla neve quindi ho avuto il piacere di passare sulla corsia di emergenza visto che il Tir in questione occupava con il rimorchio le tre corsie che dovrebbero essere utilizzate normalmente… ma vabbè, in fondo mi è andata anche bene, ho beccatto solo qualche fiocco in prossimità di Pescara ma senza conseguenze ed ho anche visto dei bei paesaggi innevati.
I tre giorni in Puglia sono andati bene, ho anche mangiato, inevitabile sotto le feste. Tra le tante prelibatezze ho gradito molto un piatto di una “zia”, delle lasagne alla zucca.
Questo primo in realtà l’ho affrontato con un pregiudizio infondato, non ero certo che mi sarebbe piaciuto, temevo che la zucca rendesse troppo dolce il piatto. Ma ero lì e dovevo assaggiarlo e mi sono dovuto ricredere; il piatto era delicatissimo, la zucca si amalgamava perfettamente con il formaggio e risultava piacevole e delicato, e per niente dolce. Comunque la trasferta pugliese è andata avanti nel “Salentu”, sono stato un paio di giorni (o meglio 36 ore) dai suoceri prima di andare in Sicilia. Anche qui per il cibo non posso lamentarmi, ma non è il caso di parlarne. Il 22 sono partito in solitaria percorrendo la strada SS106, non proprio una bella strada, detta Statale della Morte, anche se non credo sia l’unica con questo triste nomignolo. Si lascia la statale all’altezza di Sibari per prendere poi la cara vecchia Salerno Reggio. 
Ormai sono certo che non vedrò la fine di questa autostrada, non credo che saremmo mai in grado di finirla. Ogni volta che la percorro non sono mai certo del punto in cui farò fila e/o coda, ma sono certo che in un punto non precisato, per un lavoro, un incidente, un cantiere o qualche altra causa mi fermerò!
la foto qui accanto mostra i materiali e le “tecchinologie” di avanguardia… ma anche lo stato avanzamento lavori.
Adesso vado a nanna, mi devo preparare mentalmente al cenone del 24..
Impotenza, incapacità di opporsi allo status quo. Questo è ormai diventanto l’emblema della vita degli italiani, ricorrere a favori o richieste anche solo per ottenere quello che è un tuo diritto. Dall’ultimo nella scala sociale fino , ahimè, al presidente della repubblica.

Cammaratio:” Passiamo adesso ad argomenti più “nostrani”, la crisi finanziaria e lo scudo fiscale. Qual è la sua posizione in merito”.
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