Adesso ci saranno i soliti noti che si dividono tra fisso o flessibile dicendo come sempre tutto e niente.
Personalmente non credo che la soluzione sia nel posto fisso, ma non è corretto dare tutte le colpe italiane al posto flessibile. Il problema di fondo è aver preso un modo di comportamento ed averlo provato ad inserire in un contesto che non lo poteva ammettere.
Infatti l’idea della flessibilità può essere valida ma va contestualizzata. La flessibilità potrebbe avere dei vantaggi economici: ti faccio un contratto flessibile, hai dei rischi, ma il vantaggio è una retribuzione maggiore! Invece viene vista come un iter per raggiungere il posto fisso, che è proprio andar contro l’idea stessa della flessibilità. Si dovrebbe puntare su ammortizzatori sociali (al momento inesistenti), sussidi agli studenti meritevoli, corsi di formazione, e tante altre utopie, almeno in questo paese.
La flessibilità italiana, posto che esista, è demandata esclusivamente al lavoratore dipendente, mentre il datore di lavoro può approfittare della sovrabbondanza di richiesta. Con la scusa, perché in parte lo è, della difficoltà di licenziamento, le società con cui ho avuto a che fare erano più che scrupolose in fase di selezione, e raramente si prendevano la briga o il rischio di assunzione a meno di non aver la certezza di un immediato ritorno economico. Prima di assumere una persona, si viene sottoposti ad una miriade di colloqui che spesso si protraggono nel tempo anche per svariati mesi. Io in prima persona sono stato il soggetto di un percorso di selezione presso una società di consulenza che prevedeva quanto segue.
Primo colloquio conoscitivo, in cui mi raccontavano quanto era bella l’azienda e che cosa facevano, e mi descrivevano anche l’iter burocratico da seguire per finalizzare l’assunzione. Sarebbe seguito un secondo colloquio conoscitivo ma tecnico! Sarei stato valutato tecnicamente per valutare la mia duttilità e la possibilità di essere posizionato presso un cliente. Successivamente un terzo colloquio con il cliente per “vendermi” presso il cliente. Una volta ottenuto l’OK del cliente avremmo effettuato un 4° colloquio per discutere il contratto di assunzione, che sarebbe poi stato formalizzato in un 5° colloquio. Facevo prima a scrivere l’iliade…
In questi giorni siamo stati bombardati da notizie di ogni tipo, da dichiarazioni più o meno rivoluzionarie, politici che dichiaravano di essere in guerra o minacciavano di andare in guerra. Parole che ritengo non debbano essere usate per nessun motivo. La guerra, anche la più “giusta” (ammesso che possa essere associato Giusto accanto a guerra) porta morte e distruzione, e visto il passato sarebbe il caso di sorvolare.
Impotenza, incapacità di opporsi allo status quo. Questo è ormai diventanto l’emblema della vita degli italiani, ricorrere a favori o richieste anche solo per ottenere quello che è un tuo diritto. Dall’ultimo nella scala sociale fino , ahimè, al presidente della repubblica.
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