O sono l’unico a non vedere solo una roccia?
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Natura Maliziosa in Corsica
Pubblicato 13 giugno 2010 Considerazioni , Natura 4 CommentiEtichette: Corsica, Natura Beffarda, Viaggi
Viaggiare
Pubblicato 24 dicembre 2009 Cibo , Considerazioni , Viaggi Lascia un commentoEtichette: Cibo, italia, Salerno-Reggio, Viaggi
L’Italia si ferma! O almeno una parte dell’Italia messa in ginocchio da temperature polari, saltano gli aerei, gli aereoporti chiudono, ritardano i treni, sempre che riescano a partire, (chissà come fanno i finlandesi, avranno treni speciali?), si annullano e si spostano a data da destinarsi le partite di calcio, che in questo paese è sintomo di gravità assoluta, fermare il Dio Calcio può avere conseguenze nefaste. Cosa c’entro io in tutto questo? Semplicemente ero uno dei pazzi viaggiatori in macchina! Sono partito da Milano sabato 19 dopo le nevicate del venerdì, con comodo a dir la verità verso le 12 perchè la destinazione non era troppo lontana, la Puglia (Margherita di Savoia) distava solo 800km. 
Comunque il viaggio è andato bene, le autostrade hanno retto, ho solo fatto un pò di coda perchè all’altezza di Bologna si era intraversato un Tir. Ovviamente non hanno pensato che lo snodo A1-A14 fosse importante, non era tanto sgombro dalla neve quindi ho avuto il piacere di passare sulla corsia di emergenza visto che il Tir in questione occupava con il rimorchio le tre corsie che dovrebbero essere utilizzate normalmente… ma vabbè, in fondo mi è andata anche bene, ho beccatto solo qualche fiocco in prossimità di Pescara ma senza conseguenze ed ho anche visto dei bei paesaggi innevati.
I tre giorni in Puglia sono andati bene, ho anche mangiato, inevitabile sotto le feste. Tra le tante prelibatezze ho gradito molto un piatto di una “zia”, delle lasagne alla zucca.
Questo primo in realtà l’ho affrontato con un pregiudizio infondato, non ero certo che mi sarebbe piaciuto, temevo che la zucca rendesse troppo dolce il piatto. Ma ero lì e dovevo assaggiarlo e mi sono dovuto ricredere; il piatto era delicatissimo, la zucca si amalgamava perfettamente con il formaggio e risultava piacevole e delicato, e per niente dolce. Comunque la trasferta pugliese è andata avanti nel “Salentu”, sono stato un paio di giorni (o meglio 36 ore) dai suoceri prima di andare in Sicilia. Anche qui per il cibo non posso lamentarmi, ma non è il caso di parlarne. Il 22 sono partito in solitaria percorrendo la strada SS106, non proprio una bella strada, detta Statale della Morte, anche se non credo sia l’unica con questo triste nomignolo. Si lascia la statale all’altezza di Sibari per prendere poi la cara vecchia Salerno Reggio. 
Ormai sono certo che non vedrò la fine di questa autostrada, non credo che saremmo mai in grado di finirla. Ogni volta che la percorro non sono mai certo del punto in cui farò fila e/o coda, ma sono certo che in un punto non precisato, per un lavoro, un incidente, un cantiere o qualche altra causa mi fermerò!
la foto qui accanto mostra i materiali e le “tecchinologie” di avanguardia… ma anche lo stato avanzamento lavori.
Adesso vado a nanna, mi devo preparare mentalmente al cenone del 24..
L’italianissima arte di fregare il prossimo
Pubblicato 15 settembre 2009 Considerazioni , Viaggi 3 CommentiEtichette: A3, Cibo, Informazione, Politica, Viaggi
L’arte di fregare il prossimo è un dono o una capacità insita nell’italiano che negli utlimi tempi sta affinandosi sempre di più, incitata dagli esempi di impunità presenti nella nostra classe politica. Questo mio modo di vedere l’italianità viene sempre rafforzato dagli esempi giornalieri. Continua il mio viaggio, dopo Siena, si decide di arrivare in calabria, per spezzettare la discesa fino in sicilia, altrimenti lunga. Ci fermiano a mangiare in autogrill, più precisamente un Fini restaurant. Prendiamo una porzione di lasagne, due panini (vuoti), una entrecote con contorno mezzo litro di naturale ed un caffè. 30 Euro. L’unica cosa di cui non avevo letto il prezzo perchè mancante, era proprio l’entrecote, ben 15,50. Mi sono sentito preso in giro, tanto che ho chiesto alla cassiera, che mi ha confermato il prezzo, e poi ho detto, “sa che è proprio un furto??”. Ovviamente non ci sono stati commenti da parte sua, non aveva colpa, mi sono consolato con qualche sguardo compiacente dei vicini di tavolo. Passata l’arrabbiatura, il mio viaggio è continuato, fino ad arrivare a Lagonegro, ho attraversato il parco del Pollino. Uno spettacolo naturale, ero immerso nel verde, e mi veniva una rabbia struggente a vedere delle zone recentemente incendiate. Era una ferita, o almeno così mi sembrava, come fosse una ferita inferta alle montagne, e mi indignavo al pensiero di qualche BIP che ha fatto ciò a scopo di lucro. Ma ritornando alle fregatura, l’albergo a Scalea. In riva al mare, ma 80 euro per una doppia il 15 settembre è troppo. Soprattutto in virtù della colazione pressocchè inesistente. E poi la Salerno-Reggio. Questa è la fregatura più grossa per tutti. Saranno ormai 30 anni che “ci mangiano” generazioni differenti e quella benedetta autostrada non finisce mai. Sembra proprio che questa strada “non s’ ha da fare”. Se Omero fosse vissuto ai giorni nostri, a Penelope avrebbe affidato la direzione di un cantiere sulla A3 invece della tela.
Anche qui, la rabbia sale, solo pensando a come si possano sperperare i soldi pubblici senza che nessuno, nessuno ne paghi le conseguenze, Albanese-Cettola è la migliore sintesi di questo problema. Arrivato in sicilia dopo il traghetto si accende una flebile speranza, vedo dei parchi eolici, e per giunta funzionanti. Ma non voglio illudermi.
Stasera mi consolerò vedendo matrix, anzi no, è saltato. Ballarò, neanche quello, saltato per motivi di stato. Allora non resta che RaiDuce con la rappresentazione dei Papi in Abbruzzo. Forse meglio di no, vado a mangiare la salsiccia alla brace con mio zio, almeno godo un pò anche io.
Cinghio Senese
Pubblicato 14 settembre 2009 Cibo , Viaggi Lascia un commentoEtichette: Cibo, Cinghiale, Palio, pappardele, Siena, Viaggi
Viaggiare. Viaggiare. Il mio concetto di viaggio mi sembra mutevole di giorno in giorno. Partito sabato con l’idea di andare nella zona di Orbetello, cambiamo programma strada facendo, ed inizia a piacermi. ormai sto prendendo gusto a cambiare le carte in tavola, o forse mi sto iniziando a stancare delle vite programmate e dei comportamenti prestabiliti e già scritti.
Ma parliamo di Siena, dove sono adesso, e dove non era previsto che fossi. Visita breve, e già mi spiace l’idea che domani dovrò andarmene. Arrivati ieri sera, e ci siamo fermati a dormire da parenti (avvertiti con 30 minuti di preavviso della nostra visita). La serata passa a a chiacchierare, sentendosi a casa. Oggi la “mazzata”. Dopo una tardiva colazione decidiamo di uscire per pranzo ed andiamo da cecco, o meglio da Ceppo (io credevo si chiamasse Francesco, per questo ricordavo male il nome
). Una mangiata epocale quanto economica, accompaganta da un signor vino di casa. Iniziamo “serenamente e pacamente” con un delicatissimo antipastino.

Assalto all'antipasto
Sulla sinistra dei formaggi, che tuttavia erano quasi un accompagnamento per cambiare il gusto in bocca. A destra in fondo una caramella salata, una coppia di crostini, dei quali non riesco ancora a decidere il migliore. Uno scuro, uno chiaro; il primo un crostino di fegato e milza, il secondo indescrivibile, con la salsiccia e qualcosa che non sono stato in grado di identificare, forse mi è piaciuto di più questo, anche solo per il fatto di non essere riuscito a carpirne il segreto, e si, forse il mistero ha dato quel quid per la vittoria.
Ma andiamo al piatto forte, il piatto di salumi. Il crudo, salato al punto giusto, con un pò do grasso, che non deve e non può essere rimosso o non mangiato, sarebbe come un sacrilegio. La salsiccia cruda, da spellare e da spalmare sul pane pure buono. Il capocollo, bellissimo, dopo un tentativo di levare la pelle, decido di mangiare tutto. e ne valeva la pena. Dulcis in fundo la finocchiona, un crogiolo di sapori e di profumi.
Passato l’antipasto, un bel piatto di pappardelle al ragù di cinghiale, condite al punto giusto e abbondanti. Saranno stati almeno 150gr di pasta solo nel mio piatto, non troppo oliosi, saporiti.

Pappardella
Il tutto sorseggiando un bel vino, fresco e dissetante.
Il secondo è stato un bel cinghiale in umido, accompagnato da fagioli rossi che non si potevano levare dalla bocca e che a malincuore ho dovuto lasciare. Non riuscivo proprio a finirli, boccheggiavo, la mia capacità adominale si è decisamente ridotta.
Faccio passare qualche minuto e decido di darmi la mazzata finale con la “torta della nonna”, di cui non mi sono pentito. Dopo tale mangiata era assolutamente necessario rotolare in centro e fare un giro in città. Prendiamo le scale mobili e saliamo dentro le mura. Arriviamo in piazza del Campo. La prima impressione è quasi una delusione. Abituato a vederla in televisione per il palio mi aspettavo la piazza più grande. Faccio qualche foto di rito e poi ci sediamo per terra. Mi rilasso e mi accorgo della bellezza della piazza, inizio a sentirmi piccolo di fronte alla bellezza dei palazzi che si affacciano sulla piazza, e mi accorgo della sua grandezza, di colpo. Continuiamo a fare il nostro giro e fotografo piccoli angoli paradisiaci della città. Andiamo al duomo, ma non entriamo. Sarà una occasione più che valida per ritornare.
Alla fine passiamo più di due ore in giro ed il cinghiale mi sembra ancora vivo nello stomaco, tant’è vero che la cena l’ho saltata di netto. Capisco bene come si forma la cinghia senese.

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